Storie di una narratrice in viaggio

Memorie d'Oriente in giardino

13.07.20 07:10 PM Comment(s) By e.montedoro

Tra le mie letture preferite non potevano mancare i libri di viaggio. Indimenticabili certe pagine uscite dai taccuini di Bruce Chatwin, autore di culto per chi ama questo genere letterario.
Nel 1980, firmando il saggio Lamento per l’Afghanistan, lo scrittore britannico coglieva i primi segni di un’Asia in trasformazione, elencando con nostalgia le cose che la sua generazione aveva amato (e forse già perduto), come i giardini dell’imperatore mongolo Babur e “il dolce resinoso profumo del legno dei cedri Deodara”.
Lo stesso desiderio di conoscere il mondo accomuna Chatwin a certi illustri varesini, che affidarono le proprie memorie di viaggio non ad un diario bensì ai loro giardini. E proprio a Varese sopravvive un angolo d’Oriente.

Villa Toeplitz porta il nome del banchiere polacco che ne acquistò la proprietà nel 1914. Ma la sistemazione del parco, avvenuta negli anni Venti, si deve soprattutto al gusto della moglie. Di ritorno da una visita nel Kashmir, Edvige riportò la fascinazione per i giardini moghul. A quelli dovette ispirarsi lo studio parigino Collin-Adam nel progettare i giochi d’acqua. Scalinate di pietra, vasche comunicanti e canali a raso sono il risultato di un perfetto equilibrio tra artificio e natura. Intorno si estende un parco eclettico ricco di essenze rare e pregiate, che ne fanno uno dei giardini più belli d’Italia. Perché non sceglierlo come luogo ideale per una buona lettura? Magari all’ombra di un cedro Deodara, arrivato dalle lontane regioni dell’Himalaya.


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