Erika Montedoro | Guida turistica

Come in un quadro di Monet

15.06.20 10:45 AM Comment(s) By e.montedoro

Una delle passeggiate estive che preferisco è lungo la ciclopedonale del lago di Comabbio. Partendo dal Parco Berrini di Ternate e proseguendo verso sud-ovest, si incontra quasi subito una bella passerella in legno che attraversa un'area di canneti. Le acque tranquille e poco profonde sono l'ambiente ideale per la vita delle ninfee e delle castagne d'acqua.
Nella serenità di questo angolo di natura è quasi impossibile non pensare ai dipinti di Monet. Nel 1883 il maestro impressionista si trasferì a Giverny, in una casa colonica con giardino. Qui iniziò a coltivare le varietà di fiori che più ispiravano il suo lavoro artistico, dedicandosi alla pittura en plein air fino alla fine dei suoi giorni. Vi creò anche uno stagno per ospitare ninfee di diversi colori, che da quel momento divennero il soggetto privilegiato della sua produzione artistica.
Le ultime tele del maestro si fanno sempre più grandi, la pittura più sfuocata, forme che si dissolvono nella luce, macchie di colore per suggerire una visione. Nella serie delle Ninfee il pittore riesce a cogliere le vibrazioni dell'acqua e la mutevolezza dei riflessi. È questo senso di inafferrabilità, il fascino impalpabile del galleggiare, che ci rapisce ancora oggi davanti alle opere esposte all'Orangerie di Parigi.
Alle ninfee di Claude Monet ho dedicato anche un Laboratorio delle storie.

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Uno scorcio pittoresco del lago di Comabbio dalla passerella lungo la ciclopedonale.

Se siete fortunati, potrete anche osservare le prime uscite delle nidiate di folaghe.

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